L’importanza del muscolo diaframma è da ricercare nelle proprie funzioni, relazioni e strutture che lo attraversano. Tra queste ultime, le principali sono la vena cava inferiore, la vena azigos, la vena emiazigos, l’aorta addominale, l’esofago, il nervo vago, il nervo frenico e il dotto toracico. Sono tutte strutture che possono essere coinvolte in una disfunzione diaframmatica e far alterare le funzioni di questo muscolo. Si possono quindi verificare problematiche di:
- respirazione
- drenaggio ematico e linfatico
- regolazione pressoria tra addome e torace (principale induttore della mobilità viscerale)
- cervicalgia (dato che il diaframma è innervato dal nervo frenico e che questo origina da alcune vertebre cervicali, C3-C4-C5)
- lombalgia, poiché i pilastri del diaframma si inseriscono sulle prime vertebre lombari
- reflusso, perché il rilascio dello iato esofageo può provocare una risalita del contenuto gastrico
- ernia iatale, in quanto uno spasmo diaframmatico implica una discesa dello iato esofageo e una conseguente risalita del cardias e talvolta del fondo gastrico
Le cause di una disfunzione al diaframma toracico sono da ricercare in stati emotivi come stress e ansia, cause posturali soprattutto con una posizione seduta prolungata (che provoca una chiusura anteriore del corpo ed un inevitabile accorciamento delle sue fibre e quelle del muscolo ileopsoas) e cause viscerali (soprattutto a carico di stomaco e fegato, con cui è intimamente connesso).
Grazie alle funzioni e relazioni che possiede il diaframma, l’osteopata valuta e tratta i distretti anatomici con l’obiettivo di liberarli dalle tensioni. Questo genera una sensazione di benessere riscontrabile dal paziente stesso.
Prendersi cura della propria salute anche quando si sta bene posticipa l’insorgenza di malattie e aumenta la qualità della vita nel lungo periodo.



