Rieducazione funzionale

Rieducazione funzionale

Per rieducazione funzionale si intende un insieme di esercizi specifici, successivi alle sedute fisioterapiche, che hanno come obiettivo il ritorno alle normali attività quotidiane e sportive.

È la scienza del movimento, basata sull’anatomia, la fisiologia e la biomeccanica del movimento del corpo umano. “Ri-educare” significa proprio educare nuovamente alla funzione, una struttura in particolare o tutto il corpo, che abbia perso la sua capacità per un trauma (fratture, distorsioni, lesioni muscolari), un intervento chirurgico (legamento crociato anteriore del ginocchio, ernia del disco, stabilizzazioni di colonna) o anche per problemi di postura, come la scoliosi.

Perché la rieducazione funzionale?

I benefici della rieducazione funzionale

La rieducazione funzionale mira non solo a rinforzare i muscoli indeboliti, ma anche a ripristinare la corretta coordinazione e il timing dei movimenti. Attraverso un programma di esercizi progressivi, si insegna al corpo a muoversi in modo efficiente ed economico, riducendo il rischio di nuovi infortuni.

Risultati di un buon programma funzionale sono:

Come prima fase è essenziale recuperare il R.O.M. (Range Of Motion) fisiologico, ovvero i gradi di libertà permessi dall’articolazione interessata. A questo punto per ripristinare un corretto funzionamento del corpo è fondamentale ristabilire l’equilibrio tra i muscoli. Questo si ottiene attraverso un programma di esercizi personalizzato che combina rinforzo dei muscoli deboli e allungamento di quelli contratti. Utilizzando attrezzi semplici come elastici e cavigliere, o il solo peso corporeo, si correggono eventuali squilibri muscolari e la funzionalità articolare.

Rieducazione e Postura

La rieducazione propriocettiva è cruciale per riappropriarsi di un controllo motorio preciso ed efficiente. Stimolando i recettori sensoriali, si ottimizza la comunicazione tra il cervello e i muscoli, favorendo una maggiore coordinazione, stabilità dinamica delle articolazioni in generale e reattività muscolare.

Nelle ultime fasi si recupera la sincronia tra i diversi gruppi muscolari, ottimizzando la produzione di forza e la gestione del movimento. Infine si reintegra il segmento interessato nella globalità delle funzioni del corpo per migliorare la postura (che inizialmente compensava per proteggere la zona traumatizzata) e ritornare all’attività quotidiana.

Nel caso specifico della scoliosi, la rieducazione funzionale aiuta a correggere gli squilibri muscolari che contribuiscono alla deviazione della colonna vertebrale, migliorando la forza, la flessibilità e la propriocezione. In questo modo si contrasta la progressione della scoliosi, si riducono i dolori associati, si migliora la consapevolezza del proprio corpo e si rieduca il sistema nervoso a mantenere una postura migliore.

FAQ

Domande Frequenti

Mediamente dura 60 minuti, ma la prima visita può durare di più perché comprende un’anamnesi accurata.

Meglio indossare abiti comodi. Solitamente non faccio spogliare, ma in caso di necessità per valutazioni e test lo potrò richiedere.

Il numero dipende dalla condizione specifica, dalla gravità dei sintomi e dalla risposta individuale al trattamento. Alcuni pazienti ottengono un sollievo importante già dopo la prima seduta, mentre altri potrebbero richiedere un percorso più lungo dovuto alla storia clinica del paziente.

Dopo una seduta osteopatica è opportuno non praticare sport nelle 24h successive al trattamento. Ma in alcuni casi posso consigliare di praticare un allenamento dolce, senza sovraccaricare il sistema.

L’osteopatia e la fisioterapia sono due professioni sanitarie che presentano differenze sostanziali nell’approccio e negli obiettivi terapeutici.

L’osteopata adotta un approccio olistico al corpo umano, considerandolo come un’unità interconnessa. L’obiettivo è ripristinare l’equilibrio del corpo, individuando e trattando le cause profonde dei disturbi, piuttosto che limitarsi ai sintomi. Si concentra sulla relazione tra la struttura del corpo (ossa, muscoli, articolazioni) e la funzione, considerando che eventuali disfunzioni a livello strutturale possono influenzare la salute generale.

Il fisioterapista, invece, si concentra sul sintomo e sulla riabilitazione funzionale, ovvero sul recupero del movimento e della funzione di una parte del corpo specifica. Le tecniche utilizzate dal fisioterapista possono includere esercizi terapeutici, massaggi, apparecchi elettromedicali e terapie manuali.